2 Gennaio 2026

Risultati della prima mappatura delle Caritas della diocesi

Dati dell'indagine sul territorio presentati a fine dicembre 2025

(immagine: Freepick)

Nell’ambito del percorso di formazione e ascolto avviato al 2023, venerdì 12 dicembre 2025 si è tenuto a Bussoleno l’incontro pubblico di presentazione dei dati della prima mappatura dei centri Caritas della Diocesi di Susa. La mappatura, condotta con il coordinamento di Ivan Andreis, è il risultato di un lavoro che ha coinvolto le diverse realtà locali, attraverso schede di rilevazione e interviste ai volontari, con l’obiettivo di comprendere meglio composizione, attività, bisogni e prospettive dei gruppi Caritas della Bassa, Media e Alta Valle.

Dai dati emerge anzitutto la consistenza e la distribuzione dei volontari. Complessivamente, nella Diocesi di Susa operano 159 volontari Caritas, di cui 89 nella Bassa Valle, 54 nella Media Valle e 16 nell’Alta Valle. La composizione anagrafica mostra una forte prevalenza di persone over 65, che rappresentano il 58% del totale diocesano, mentre la fascia 31–64 anni copre il 41,4% e i giovani tra 18 e 30 anni sono solo lo 0,6%.

La mappatura restituisce anche un quadro dettagliato dei beneficiari accompagnati dai servizi Caritas. Nel complesso, le persone incontrate sono 1.417: 651 in Bassa Valle, 671 in Media Valle e 95 in Alta Valle. Il 32% dei beneficiari è di origine straniera. Un dato significativo riguarda la continuità dell’accompagnamento: 162 persone, pari al 12% dei 1.327 beneficiari considerati nel confronto, sono state incontrate per la prima volta nel 2025, mentre 197 persone, il 17% di un totale di 1.172, si rivolgono ai servizi Caritas da oltre dieci anni.

Durante il lavoro di mappatura è stato chiesto ai volontari di esprimere la loro percezione sui principali bisogni delle persone incontrate. A livello diocesano emergono con forza i bisogni legati all’ascolto, al lavoro, al sostegno economico e all’abitazione, seguiti da orientamento, salute e gestione delle urgenze. Accanto ai bisogni individuali, la mappatura ha indagato anche le caratteristiche dei territori che incidono sulle situazioni di povertà ed esclusione sociale. Tra i fattori più rilevanti sono stati indicati l’anzianità della popolazione, le difficoltà occupazionali, il problema dell’abitazione, la fragilità dei legami sociali e familiari, le distanze dai centri abitati e l’accesso ai servizi pubblici, con differenze tra Bassa, Media e Alta Valle.

Sul piano dei servizi, la mappatura rileva la presenza di 12 centri di ascolto complessivi, articolati nei diversi territori, insieme a servizi diretti strutturati, esperienze di permanenza nei servizi e altre attività di supporto. In Bassa Valle e Media Valle si concentrano la maggior parte dei servizi attivi, mentre in Alta Valle il numero è più ridotto, a fronte però di bisogni spesso più complessi e di un maggiore rischio di isolamento.

Un capitolo rilevante riguarda infine le aspettative dei gruppi locali verso la Caritas diocesana. In Bassa Valle e Media Valle emerge la richiesta di una maggiore formazione condivisa, di strumenti comuni per l’ascolto e l’accompagnamento, di dati e metodi per osservare le povertà e progettare risposte adeguate, oltre a una rete leggera ma stabile che favorisca il dialogo con servizi sociali e amministrazioni comunali. In Alta Valle viene sottolineata l’esigenza di un sostegno economico e di una regia diocesana per progetti di più ampio respiro, come quelli legati all’emergenza abitativa, insieme a una formazione essenziale ma regolare e vicina ai territori e a un rafforzamento delle reti per contrastare l’isolamento. Trasversalmente, tutti i territori indicano come fondamentale una cornice pastorale unitaria che aiuti a “fare insieme”, integrando carità, catechesi e liturgia e sostenendo il cammino dei volontari.

Sintesi della mappatura in allegato

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