SALBERTRAND. Penna, pennino e calamaio: in mostra gli strumenti di scrittura di un tempo

martedì 24 Marzo

Una nuova esposizione, realizzata dall’Ecomuseo Colombano Romean, dedicata agli strumenti di scrittura di un tempo, trova spazio nella vetrina dell’Hotel Dieu.

«Una collezione di penne e più di 20 calamai in vetro e metallo dei primi anni del 1900, – spiegano i realizzatori – recentemente donata dalla famiglia di Agnes Dijaux, collaboratrice dell’Ente nell’ambito dello sportello linguistico francese, raccontano un altro pezzo della nostra storia e ci riportano al concetto di ‘paradosso alpino’, quel fenomeno culturale definito dagli antropologi, secondo il quale il livello di istruzione e di apertura intellettuale di una comunità aumenta salendo di quota».

Lo stereotipo della comunità alpina come una realtà chiusa e intellettualmente limitata è infatti completamente ribaltato dalla storia degli Escartons: una delle prime forme di democrazia partecipata, nata ufficialmente nel 1343 e che sarebbe durata ben 370 anni fino alla firma del trattato di Utrecht. Con la firma da parte del Delfino Umberto II della Grand Charte des libertés venivano riconosciute a cinque comunità delle Alpi Cozie (Oulx, Pragelato, Briançon, Queyras e Casteldelfino) libertà e autonomie fiscali e amministrative inimmaginabili per l’epoca.

«Gli abitanti degli Escarton erano uomini liberi e godevano di privilegi fino ad allora ad esclusivo appannaggio del signore feudale come il diritto di gestire la giustizia, di amministrare autonomamente le risorse del territorio, tra cui boschi e acque, la trasmissione ereditaria delle proprietà privata o la possibilità di effettuare transazioni economiche. Per districarsi tra tutti questi impegni era indispensabile sapere leggere, scrivere per mettere la propria firma e fare i conti. L’istruzione era una prerogativa fondamentale per queste comunità. Anche le più piccole borgate avevano una scuola che rimaneva aperta da ottobre a aprile. Gli insegnanti erano ingaggiati direttamente dai capifamiglia. Normalmente erano maestri itineranti che si spostavano di villaggio in villaggio per prestare il loro servizio».

Fonte: “La Valsusa” del 12 marzo 2026

24/03/2026 00:00
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Salbertrand, Piemonte Italia
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