Si è tenuto sabato 9 maggio 2026 un nuovo rogazionaggio da Susa a Mompantero per chiedere il dono di nuove vocazioni.
Come sempre il ritrovo era alle 8 presso la Cattedrale di Susa e, dall’urna che contiene le reliquie del Beato Rosaz, si è partiti per raggiungere il Santuario diocesano della Madonna del Rocciamelone a Mompantero dove si è concluso con l’adorazione eucaristica comunitaria.
La figura sulla quale si è meditato nel mese di maggio è quella della beata Pierina Morosini, giovane della Diocesi di Bergamo. Nata il 7 gennaio 1931 a Fiobbio di Albino (Bergamo), morì per difendere la propria purezza il 6 aprile 1957 nel suo paese natale presso il monte Misma. Fu beatificata il 4 ottobre 1987.
Con Maria Goretti e Antonia Mesina, Pierina Morosini è una delle moderne martiri della dignità della donna. Nacque a Fiobbio, piccolo villaggio presso Bergamo, nel 1931. Terminate le scuole elementari e passata la guerra, lavorò come operaia tessile in un cotonificio di Albino, presso il capoluogo orobico, contribuendo con il suo stipendio al bilancio familiare. L’adesione all’Azione Cattolica, prima come semplice iscritta poi come responsabile della formazione delle “piccolissime” e delle “beniamine”, ampliò la prospettiva del suo impegno. Fu sostenitrice delle opere missionarie e del seminario.
Ogni mattina prima di andare al lavoro riceveva la Comunione e nel tragitto casa-fabbrica recitava il Rosario. Nel 1947 si recò in pellegrinaggio a Roma, in occasione della beatificazione di Maria Goretti. Dieci anni dopo, nel 1957, mentre ritornava dal lavoro, venne aggredita da un giovane che cercò di violentarla. Pierina, prima cercò di farlo ragionare, poi fuggì. Il giovane la inseguì e la colpì con un sasso. Morì 2 giorni dopo senza riprendere conoscenza. La sua tomba divenne presto meta di pellegrinaggi, in particolare dell’Azione Cattolica.

