Si è svolto sabato 6 giugno 2026 il rogazionaggio mensile da Susa a Mompantero per chiedere il dono di nuove vocazioni.
Come sempre il ritrovo era alle 8 presso la Cattedrale di Susa e, dall’urna che contiene le reliquie del Beato Rosaz, si è partiti per raggiungere il Santuario diocesano della Madonna del Rocciamelone a Mompantero dove si è concluso con l’adorazione eucaristica comunitaria.
Nel mese di giugno la figura sulla quale si riflette e per la quale si chiede l’intercessione è il giovane beato congolese Floribert Bwana Chui, beatificato a San Paolo Fuori le Mura il 15 giugno 2025.
BEATO FLORIBERT BWANA CHUI
Floribert Bwana Chui nasceva il 13 giugno del 1981 a Goma, nella regione del Kivu, nell’Est del Congo. Estroverso ed intelligente, si butta in politica e si iscrive a Giurisprudenza, studiando Diritto. Insieme alla laurea gli arriva l’opportunità di conoscere da vicino la Comunità di Sant’Egidio e resta affascinato da quanto questa sta compiendo a favore dei più poveri nel vicino Rwanda. Entra a farne parte, imparando il gusto della preghiera che si traduce in attenzione ed aiuto per tutti gli emarginati. A livello personale si prende cura dei “maibobo”, i ragazzi di strada che nessuno vuole avvicinare: di alcuni diventa amico, di altri fratello maggiore, girando nei quartieri più malfamati e pericolosi. “Non appena aveva qualche soldo in tasca, lo usava per loro”, ricorda il padre.
Con la laurea trova subito lavoro come direttore dell’ufficio della dogana per la verifica della qualità delle merci: un posto importante in una città di frontiera come Goma, che gli consente anche di fare progetti per il futuro e di pensare al matrimonio. Svolge con grande scrupolo e senso del dovere il suo lavoro, che consiste nel verificare e certificare la qualità degli alimenti in transito sulla frontiera. A Goma è opinione comune che mai nessuno dei direttori di questo ufficio sia stato esente dalla corruzione, come ben dimostra la facilità con cui si trova qualsiasi tipo di prodotto avariato sui mercati della città, tutti naturalmente con il timbro di certificazione dell’ufficio: la tangente è norma.
L’arrivo di Floribert segna per l’ufficio invece un cambio di rotta improvviso. Il mese prima della sua morte stila un rapporto molto dettagliato su un’importante partita di riso avariato, per la quale riceve telefonate e pressioni, anche da parte di autorità pubbliche, per chiudere un occhio e prendere il suo compenso come avevano sempre fatto tutti. Si parla di 4-5 tonnellate di riso per la cui certificazione gli viene offerta una tangente di 3 mila dollari. Un rapido consulto telefonico con una dottoressa amica gli dà la certezza che quel riso, qualora immesso sul mercato, nuocerebbe gravemente alla salute dei suoi concittadini. “Come cristiano non posso permettermelo. Meglio morire che mettere a rischio la vita della gente”, è la sua risposta, che accompagna il verbale di distruzione della merce avariata. La reazione non si fa attendere: il 7 luglio 2007 sparisce dopo una telefonata con cui è stato invitato ad un appuntamento. Lo ritrovano cadavere due giorni dopo e sul suo corpo ci sono i segni evidenti delle torture cui è stato sottoposto. Tutto perché aveva creduto fino all’ultimo che “se non distruggessi ciò che è dannoso per la salute di tanta gente, se accettassi di farmi corrompere, sarebbe come se accettassi la mia, di distruzione”.

