9 Giugno 2026

«Radicati e costruiti in Cristo», ecco le Linee per l’attuazione del Documento finale del Cammino sinodale

Da mercoledì 10 giugno 2026 disponibile il testo approvato dall’82-ma Assemblea generale CEI

Il card. Repole alla conferenza stampa di presentazione delle Linee di orientamento per l'attuazione del Cammino sinodale - Roma il 27 maggio 2026

È disponibile da mercoledì 10 giugno 2026 il documento «Radicati e costruiti in Cristo. Linee di orientamento per l’attuazione del Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia» così come approvato dalla 82ª Assemblea Generale della CEI, che si è svolta a Roma il 25-28 maggio 2026.

SINTESI DELLE LINEE DI ORIENTAMENTO

Nel testo sono indicate alcune priorità, riconosciute dai Vescovi italiani a partire da una rilettura globale del «Documento di sintesi del Cammino sinodale», nel processo di recezione del Documento finale della Seconda Sessione della XVI Assemblea Generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi. In questo senso, “Radicati e costruiti in Cristo” non sostituisce in alcun modo il «Documento di sintesi» né si sovrappone al discernimento delle Chiese locali, delle Metropolie e/o delle Conferenze Episcopali Regionali.

Si articola in introduzione, quattro capitoli e conclusione. A fare da cornice un passo della lettera ai Colossesi nel quale si evidenzia come solo il radicamento vitale e costante dei cristiani in Cristo permette alla Chiesa di essere realmente missionaria: nell’annuncio e nella testimonianza del Vangelo. Le linee di orientamento presentate sono quattro:

  1. La prima riguarda la necessità di riconnettere vita e Vangelo, prendendo atto che la fede e la sua trasmissione non possono più essere date per scontate.
  2. La seconda, strettamente connessa alla prima, concerne la vita comunitaria che può rappresentare una testimonianza concreta della fede a patto che ci sia un serio ripensamento della Chiesa nel territorio affinché le comunità cristiane siano vitali e attrattive.
  3. La terza linea tratta della “corresponsabilità differenziata”, con attenzione alla presenza missionaria dei laici, agli organismi di partecipazione e all’attivazione di ministeri battesimali.
  4. La quarta chiede di verificare l’adeguatezza delle strutture per la trasmissione della fede: comunità parrocchiali o interparrocchiali, Conferenze Episcopali Regionali e alcuni aspetti della struttura della CEI. «Occorre avviare processi, tanto più necessari in un tempo nel quale la trasmissione della fede cristiana non può più essere presupposta né affidata a dinamismi spontanei. È questa la consegna – si legge nel testo – che raccogliamo e che vogliamo assumere con realismo e fiducia. Avviare processi significa accettare che il rinnovamento ecclesiale richiede tempo, pazienza, discernimento, conversione e perseveranza; significa non cedere alla tentazione di cercare soluzioni immediate o assetti soltanto funzionali; significa generare dinamismi, capaci di incidere realmente nella vita delle comunità, di formare coscienze credenti, di rendere più evangeliche le relazioni ecclesiali, di favorire una presenza cristiana più viva nei contesti quotidiani. In questa prospettiva, le priorità indicate in questo testo vogliono essere un orientamento per il cammino, non un punto di arrivo».

DOCUMENTI IN PDF

Ai link qui di seguito si possono scaricare i testi:

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