8 Aprile 2026

SUSA. Programma della festa del Beato Rosaz

Le iniziative di sabato 2 e domenica 3 maggio 2026 in memoria del vescovo e fondatore del settimanale diocesano

Uno scorcio della Cattedrale di S. Giusto a Susa con il campanile e la statua del beato Rosaz (foto: L.Reale_diocesiSUSA)

Di seguito il programma delle iniziative a Susa per la festa liturgica del Beato Rosaz (4 maggio):

  • sabato 2 maggio 2026: ore 21 S. Rosario per la pace presso la Casa Madre a Susa
  • domenica 3 maggio: ore 17.30 Vespri in Cattedrale e Transito del Beato; ore 18 S. Messa

BIOGRAFIA DEL BEATO

Edoardo Rosaz nacque a Susa il 15 febbraio 1830, in una numerosa famiglia di commercianti originaria di Termignon. Cresciuto in un clima di profonda fede e carità verso i poveri, manifestò sin da bambino un carattere mite e una spiccata sensibilità per gli ultimi.

Nonostante la perdita precoce di entrambi i genitori, coltivò amicizie sane e si dedicò con entusiasmo al catechismo per i suoi coetanei e per i bambini più bisognosi. Entrato in Seminario nel 1847, Edoardo affrontò problemi di salute che lo portarono a praticare lunghe camminate, trasformandole in pellegrinaggi di preghiera.

Nel 1851 professò i voti nel Terzo Ordine Francescano, adottando uno stile di vita fatto di semplicità, povertà e fiducia nella Provvidenza.

Fu ordinato sacerdote nel giugno 1854, mettendo al centro del suo ministero l’Eucaristia e la Parola di Dio. Rosaz si distinse come un instancabile evangelizzatore e ‘padre dei poveri’. Vicino agli ultimi: Fu cappellano delle carceri e cercò sempre di aiutare gli emarginati, arrivando a chiedere la questua personalmente per loro.

Nel 1856 fondò la casa del ‘Ritiro’ per accogliere e istruire ragazze orfane o abbandonate. Da questa opera nacque la congregazione delle Suore Francescane Missionarie di Susa, dedite all’assistenza dei malati e della gioventù indigente.

Nominato Vescovo nel 1877 (si dice su indicazione di don Bosco), guidò la Diocesi con dedizione assoluta.

Compì per sei volte la visita pastorale di tutta la Diocesi spostandosi esclusivamente a piedi, incontrando fedeli e sacerdoti.

Il 3 aprile del 1897 fondò “il Rocciamelone”, oggi “La Valsusa” per informare e formare gli abitanti della Valle, per raccontare la cronaca locale nello stile dei valori cristiani e per leggere i fatti del mondo con l’occhio della fede. Profondamente devoto alla Vergine, volle l’erezione della statua della Madonna del Rocciamelone sulla vetta del monte (1899), realizzata grazie alle piccole offerte dei bambini.

Dopo una vita di fatiche e sofferenze accettate con fede, Edoardo Rosaz morì il 3 maggio 1903. La popolazione di Susa partecipò in massa ai funerali, acclamandolo già come santo.

Il 14 luglio 1991, Papa Giovanni Paolo II° lo ha proclamato Beato proprio a Susa e ha indicato la sua Festa Liturgica per il 4 maggio di ogni anno. Dal 31 ottobre 2022 le sue reliquie riposano nella Cattedrale di San Giusto a Susa.

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