Dopo sei anni di viaggio, l’iniziativa ‘Una barca verso casa’ approda in Val Sangone, scegliendo Sangano come suo ‘porto sicuro’. L’appuntamento è fissato per venerdì 24 luglio 2026, dalle 9 alle 14, quando l’installazione sarà collocata nei giardini comunali accanto al Municipio, a pochi passi da piazza Marco Matta.
Realizzata con materiali semplici e cartapesta, la barca non ha attraversato mari e oceani, ma in questi anni ha compiuto un percorso altrettanto significativo, facendo tappa in scuole, stazioni, parchi e numerosi altri luoghi di incontro, in un viaggio educativo, artistico e umano che ha coinvolto bambini, ragazzi e adulti, alternando momenti di confronto, laboratori e occasioni di riflessione, ma anche incontri silenziosi fatti di sola presenza e di simboli.
Il progetto si inserisce nel lavoro di sensibilizzazione portato avanti dal Sistema di Accoglienza e Integrazione (Sai), che attraverso iniziative culturali e partecipative invita le comunità a riflettere sul significato dell’accoglienza, delle migrazioni e dei nuovi inizi.
Nei giorni precedenti all’arrivo saranno organizzati laboratori con i bambini e i ragazzi del centro estivo di Sangano. Il 24 luglio, invece, tutti i cittadini potranno lasciare un pensiero, un augurio, una parola o un disegno da affidare simbolicamente alla barca, contribuendo così ad arricchirne il percorso di nuove relazioni e nuovi legami. Ogni messaggio raccolto diventerà parte integrante del viaggio dell’imbarcazione, che si arricchirà tappa dopo tappa delle emozioni, delle speranze e delle riflessioni delle persone incontrate.
Il viaggio si concluderà il 15 ottobre prossimo con l’ultimo ‘attracco’ a Salbertrand, dove la barca sarà trasformata in una casa grazie al coinvolgimento di bambini e cittadini. Smontata e ricostruita, avrà le pareti rivestite dai disegni e dagli elaborati raccolti durante il cammino, diventando il simbolo di una comunità capace di accogliere e di mettersi in ascolto.
Il progetto è promosso dal Sistema Accoglienza Integrazione (Sai), dal Conisa, dalla Cooperativa sociale Frassati e dalla Fondazione Geos, realtà che da anni operano sul territorio per favorire percorsi di inclusione, integrazione e partecipazione attiva delle persone accolte e della cittadinanza.
Fonte: «La Valsusa» del 16 luglio 2026
