Il centro culturale Vita e pace da più di 25 anni realizza progetti di qualità nell’antica chiesa di Santa Maria Maggiore nel Borgo Vecchio di Avigliana.
Per la nuova edizioe i concerti della rassegna “Avigliana insieme” inizieranno l’11 maggio 2025 e termineranno con la fine del mese di ottobre, con una appendice dell’8 dicembre dedicata al Natale.
La formula di stagione a tema, collaudata nel 2023, prevede per quest’anno quella dal titolo “La musica e gli animali”. La saggezza degli animali, immutata nei millenni, ha accompagnato il cammino dell’uomo scandendo il trascorrere delle stagioni, i ritmi del giorno e della notte, annunciando eventi atmosferici, o mettendosi di fianco al suo padrone.
Il tema è stato accolto con entusiasmo dai musicisti interpellati: sono giunti tanti progetti, tutti molto interessanti, dai quali sono stati scelti i più originali e significativi.
La direttrice artistica Giovanna Fassino racconta che gli antichi miti erano affollati di eroi come Orfeo che con la loro musica erano in grado di dominare belve feroci e di dialogare con gli Dei. Di questo mito la musica si è fatta interprete e ogni epoca ha portato in dono capolavori musicali. Ispirandosi alla vita di San Francesco molti compositori hanno consacrato pagine suggestive ricche di evocazioni, canti e richiami soprattutto del mondo alato. L’ascolto dei versi degli animali e la loro imitazione faceva parte degli antichi rituali incantatori. Al musico erano richieste doti speciali in grado di connettersi con le forze della natura. Gli strumenti musicali contenevano, e contengono tuttora, parti del corpo dell’animale e questo indica quanto la ricerca del suono fosse un tempo in relazione con il sacrificio degli animali.
Una delle forme musicali più antiche, quella del canone, si basa sull’idea dell’inseguimento dell’animale da parte del cacciatore. Il canone si è evoluto per tutto il corso della storia della Musica sfociando negli alti traguardi della Fuga del periodo barocco ed è ancora una sfida per i compositori di oggi.
Nel Medioevo era d’uso fregiare i capitelli delle colonne dei chiostri dei monasteri con pavoni, aquile, agnelli, buoi: a ogni animale corrispondeva una nota; percorrendo l’intero chiostro era possibile leggere come su una partitura e quindi cantare l’inno dedicato al santo fondatore dell’abbazia.
Suggestive evocazioni della natura e dei canti degli animali fanno parte della letteratura musicale di tutti i tempi: Vivaldi, Bach, Beethoven, fino a compositori più vicini ai nostri giorni hanno dedicato musiche a questo tema.
A ogni concerto il pubblico sarà invitato a scrivere e a raccontare brevemente le storie dei propri animali. Saranno presenti esperti di diversi settori: veterinari, allevatori, ecovolontari, falconieri, istruttori di cani, esperti di pet therapy e altri. Nel corso della stagione concertistica sarà allestita anche una mostra di ritratti di animali.
Fonte: “La Valsusa” dell’1 maggio 2025
