Nel giorno di Pasqua, domenica 5 aprile 2026, papa Leone XIV ha chiesto di far «udire il grido di pace che sgorga dal cuore», invitando «tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di san Pietro il prossimo sabato, 11 aprile». Le Chiese in Italia hanno aderito al pressante appello del Pontefice a implorare dal Cristo Risorto il dono della riconciliazione.

«Noi cristiani sappiamo che è possibile sperare contro ogni speranza, nonostante la morte che vediamo presente – come ci ha ricordato il Papa – “nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge”. Per questo, invitiamo i sacerdoti, i religiosi, le religiose e tutto il popolo dei credenti a partecipare alla veglia presieduta dal Papa o a raccogliersi in preghiera nelle comunità locali: fermiamo il vortice del dolore, della sofferenza e della devastazione, diciamo il nostro ‘no’ alla guerra, non abituiamoci all’orrore», ha scritto il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

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INTENZIONE DI PREGHIERA
proposta da inserire per la seconda domenica di Pasqua, sabato 11 e domenica 12 aprile 2026:

«Padre Santo, che per mezzo di Gesù Risorto hai effuso sui discepoli il dono dello Spirito, accogli la preghiera che eleviamo a te in comunione con papa Leone.

Sostieni l’impegno di chi opera per la riconciliazione, illumina i governanti e trasforma i cuori di pietra in cuori di carne, perché la forza della Risurrezione diventi speranza concreta di pace per ogni nazione.

Preghiamo».