Sabato 31 gennaio 2026 ricorrevano i 25 anni di ordinazione episcopale (31 gennaio 2001) di mons. Alfonso Badini Confalonieri, vescovo emerito di Susa. Se ne è fatta memoria nella celebrazione eucaristica in tutte le parrocchie della diocesi.
Il giubileo è stato festeggiato sabato 21 febbraio alle 11 nella Cattedrale di Susa nella Santa Messa concelebrata da mons. Badini Confalonieri e dal card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa.
LA CELEBRAZIONE
Pubblichiamo di seguito la cronaca della celebrazione di sabato 21 febbraio 2026 a cura di Federica Bello pubblicata sul settimanale diocesano «La Valsusa» del 26 febbraio 2026.
«“Solo con Lui possiamo continuare a portare la grazia, la santità, la vita nel mondo”. Con queste parole mons. Alfonso Badini Confalonieri ha avviato la celebrazione sabato 21 febbraio 2026. Una Messa nella Cattedrale di San Giusto per ringraziare per il 25° anniversario della sua ordinazione episcopale; una Messa nel cuore della diocesi che ha servito per tanti anni, con i “suoi” sacerdoti e con il suo successore, il card. Roberto Repole, uniti a religiose e fedeli laici, per esprimere nella preghiera la gratitudine per il ministero.
Una celebrazione “semplice”, raccolta, a testimoniare l’insegnamento ricevuto dal vescovo Alfonso negli anni: l’essenzialità nel dare la priorità alla preghiera e alla fedeltà a Dio. Quella fedeltà che il vescovo emerito ha ancora voluto ricordare al termine della celebrazione raccontando del suo affidamento a Dio quando, bambino, ricevette la Prima Comunione. “E sono grato”, ha concluso, “al Signore che mi ha dato la forza di essere fedele a Lui in tutta la vita”.
Alla celebrazione era presente il vescovo Repole che nell’omelia, commentando la chiamata di Levi ascoltata nel Vangelo proposto dalla liturgia del giorno, ha sottolineato il parallelismo con la sequela vissuta da mons. Alfonso.
“Carissimo, penso che non ci potesse essere Vangelo più bello di questo che la liturgia ci offre oggi, per celebrare i tuoi 25 anni di episcopato. Perché? Perché siamo qui con te per rendere grazie al Signore dello sguardo che ha deposto su di te, dello sguardo con il quale ti ha eletto a essere Suo discepolo e anche ad essere dispensatore delle sue grazie, che ha visto in te, come in tutti noi, ciò che Dio vede. Non tanto le nostre capacità, che ci sono, non tanto il nostro profilo psicologico, che è quello che è, le nostre capacità tecniche, intellettuali, le cose che abbiamo realizzato, le esperienze che abbiamo fatto, ma che ha visto in te come vede in tutti noi ciò che Dio vede. Cioè una vita abbracciata dalla sua misericordia, una vita che ha la sua più profonda dignità nel fatto che è vista da Cristo, è vista da Dio.
Siamo qui a rendere grazie perché il Signore ti ha guardato e ti ha ammesso alla sua comunione, una comunione di intimità con Lui, che però non è stata una comunione solitaria, individuale, è stata la comunione del banchetto che Gesù ha preparato come per Levi, per tutti coloro che partecipano di quello stesso banchetto. Mi piace pensare che siamo qui a rendere grazie per la Chiesa, la Chiesa che è in Susa, che il Signore ti ha donato perché ne facessi parte sin dalla tenera età, ma che ti ha donato anche perché fosse quella Chiesa che tu per tanti anni con abnegazione, con generosità, con tutto ciò che era nelle tue possibilità di fare, hai servito in nome del Signore.
E siamo qui a rendere grazie perché dentro questa Chiesa ti ha chiamato appunto al Ministero. Perché ha acceso dentro di te un fuoco, che è il fuoco della passione del Vangelo. Un Vangelo destinato a raggiungere tutti. Un Vangelo che arde dentro di noi fino a che tutti non siano raggiunti dal Vangelo. Questo è ciò che tu hai realizzato per tanti anni svolgendo il tuo servizio episcopale nella Chiesa che è in Susa e di questo davvero con umiltà ma anche con grande gratitudine ringraziamo con te il Signore. C’è un aspetto che non è detto nella pagina di Vangelo di oggi, ma che è sottinteso. Levi ha detto sì, poteva anche rispondere no.
Mentre con te ringraziamo per come il Signore ti ha guardato, per come ti ha messo alla comunione con Lui, per come ti ha donato una famiglia davvero vasta quanto la Chiesa che è in Susa, al Signore diciamo grazie perché tu hai risposto con generosità. Lo hai fatto nel momento in cui ha posato su di te il suo sguardo, ma lo hai fatto in tutto l’itinerario della tua vita. Mi piace pensare che anche tu come Levi, sei cresciuto nel ministero che hai svolto soprattutto perché hai fatto in modo che quello sguardo non fosse lo sguardo di un istante, ma fosse lo sguardo di un’intera vita così come la sequela non è stato il fatto di un istante, ma il fatto di una vita intera. Grazie, Vescovo Alfonso”.
Un grazie che la diocesi segusina ha reso tangibile con il dono, consegnato al termine della celebrazione di una stola dipinta da una artista di Susa con il campanile di San Giusto e la Madonna del Rocciamelone».
CENNI BIOGRAFICI
Pubblichiamo di seguito l’articolo biografico a cura di Federica Bello pubblicato sul settimanale diocesano «La Valsusa» del 19 febbraio 2026.
«Sabato 21 febbraio 2026 alle 11, nella cattedrale di San Giusto, la diocesi di Susa vivrà un momento di preghiera grata – per e con -il Vescovo emerito mons. Alfonso Badini Confalonieri. Una celebrazione con il Vescovo Repole, suo successore, per ricordare il 25° di ordinazione episcopale avvenuta il 31 gennaio del 2001 a Roma nella Basilica di San Pietro.
Nato a Valenza Po in provincia di Alessandria il 1°agosto 1944, laureatosi in Economia e Commercio a Torino nel 1970, nel 1975 entrava in Seminario a Susa ed è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1978 a Bardonecchia. Nel ’79 si trasferisce a Roma dove il 15 giugno dell’’81 consegue la Licenza in Teologia Morale alla Gregoriana e, maggio dello stesso anno, viene chiamato a prestare servizio presso la Segreteria di Stato della Santa Sede; in contemporanea collabora con la parrocchia di santa Paola Romana ed è anche assistente dell’Azione Cattolica e del gruppo scout. Il 21 marzo 1986 viene insignito del titolo di cappellano di Sua Santità. Il 6 luglio 1994 papa Giovanni Paolo II lo nomina delegato della sezione ordinaria dell’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica.
Il 13 dicembre del 2000 l’annuncio dell’elezione a Vescovo di Susa. L’ordinazione il 31 gennaio 2001 per le mani del card. Angelo Sodano, Segretario di Stato di Giovanni Paolo II, co-consacranti mons. Agostino Cacciavillan e mons. Francesco Monterisi, Segretario della Congregazione per i Vescovi; quindi l’ingresso nella diocesi di Susa l’11 febbraio, diocesi che ha guidato sino al 12 ottobre del 2019. Diciotto anni vissuti all’insegna di quel primo augurio che espresse a conclusione della celebrazione di ingresso in San Giusto: «Che la diocesi di Susa cresca rigogliosa nella santità, con particolare beneficio anche per coloro che non hanno assaporato la dolcezza della vita con Cristo e la gioia di essere da Lui salvati».
Negli anni di episcopato tanti i temi sui quali ha insistito: a partire dal 2002 ha dedicato l’appuntamento dei fedeli della diocesi alla realtà della parrocchia come comunità di credenti, al suo ruolo per l’evangelizzazione ed al legame con l’Eucarestia. Ha invitato a riflettere sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa, ha sottolineato l’importanza della famiglia come educatrice alla fede, ha richiamato il Battesimo come porta della fede. Incontri e riflessioni, inviti alla preghiera per le vocazioni, che hanno consegnato ai suoi successori una diocesi che lo accompagna ancora nella preghiera per questo anniversario importante».

