Il 18 ottobre ricorre la memoria liturgica di san Giusto: in quella data inizierà formalmente anche il percorso che porterà alla celebrazione del millenario della Cattedrale di Susa nel 2027.
A metà ottobre 2026 sono stati avviati i cantieri (autorizzati dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino) per la ricostruzione del presbiterio, la riqualificazione liturgico/culturale della cripta, l’adeguamento liturgico e il rinforzo delle pareti verticali della zona absidale.
Considerata la rilevanza dell’insieme dei cantieri, il più articolato degli ultimi 400 anni, martedì 20 ottobre 2026, alle 11.30, presso il Museo Diocesano, in via Mazzini 1 a Susa, la Diocesi di Susa e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino organizzano la conferenza stampa di presentazione del progetto di recupero del presbiterio della Cattedrale di Susa.
Intervengono:
- card. Roberto REPOLE – Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa
- arch. Lisa ACCURTI – Soprintendente della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino
Al termine della conferenza stampa sarà possibile visitare la nuova mostra «1027-2027 • La Cattedrale di San Giusto. Da mille anni generatrice di memorie».
GLI SCAVI ARCHEOLOGICI DAL 2021
Una storia lunga oltre duemila anni, rimasta nascosta sotto il pavimento della Cattedrale di San Giusto, è riemersa grazie a uno scavo nato quasi per caso. Nel 2021, durante i lavori per il restauro del coro ligneo trecentesco, le prime tracce emerse sotto le predelle hanno suggerito che il presbiterio custodisse testimonianze ben più antiche di quelle conosciute. Da quel momento, l’intervento si è trasformato in una delle più significative campagne di ricerca condotte sulla Cattedrale, tra i più importanti scavi archeologici del nord Italia degli ultimi anni.
Le indagini hanno portato alla luce murature, basi di colonne, frammenti di affreschi, elementi architettonici e piccoli manufatti. Ma la scoperta più importante è forse quella che riguarda la storia stessa del luogo: sotto la chiesa medievale si conserva una complessa stratificazione che documenta la vita dell’area già in età romana, quando questa parte di Segusio occupava una posizione centrale nella città. Le strutture antiche furono in parte riutilizzate nella costruzione dell’abbazia benedettina, fondata nell’XI secolo per volontà di Olderico Manfredi. Un legame tra la città romana e la grande fondazione medievale che oggi possiamo leggere con maggiore chiarezza.
Queste scoperte hanno reso necessario ripensare il presbiterio, non per ricostruire ciò che è scomparso, ma per rendere comprensibile quanto è sopravvissuto. Il coro ligneo trecentesco, restaurato e restituito al suo splendore, sarà ricollocato in posizione avanzata; l’altare romanico del XII secolo, opera di Petrus Lugdunensis, oggi in sacrestia, tornerà al centro della celebrazione, sormontato dal grande Crocifisso ligneo restaurato. Anche la cripta romanica sarà nuovamente valorizzata e resa accessibile, restituendo visibilità a uno spazio rimasto nascosto per circa settecento anni.
(Davide Ligas su “La Valsusa” del 15 ottobre 2026)
CATTEDRALE DI SUSA
Costruito per volere del marchese di Torino Olderico Manfredi, della moglie Berta e del fratello Alrico, l’edificio religioso fu consacrato il 18 ottobre del 1027 (o 1028) e nel luglio del 1029 divenne chiesa abbaziale dell’annesso monastero benedettino maschile. Nel 1581 divenne canonica regolare agostiniana lateranense e nel 1749 collegiata secolare. Dal 1772 è la Cattedrale segusina.
La chiesa è custode di numerose opere d’arte che rispecchiano la sua storia millenaria: all’esterno spiccano i cicli affrescati della Crocifissione (inizio XII sec.), le figure a monocromo (seconda metà XII sec.) presenti sotto gli archetti del cleristorio, i profeti del sottarco dell’antica cappella di san Mauro e l’entrata di Cristo in Gerusalemme (ultimo quarto XV sec.). All’interno il coro ligneo del 1330 circa, il polittico di Jacopino de Mottis (fine XV sec.), l’altare romanico di Petrus Lugdunensis e la vasca battesimale del maestro Guigo (XII sec.).
Altre importanti opere, quali i picchiotti dell’antico portale (1130 circa) o il Trittico del Rocciamelone (1358) sono conservate presso il Museo diocesano ospitato presso la chiesa della Madonna del Ponte.
LOCANDINA IN ALLEGATO


LOCANDINA_conferenza_stampa_Susa_20-10-26