{"id":413,"date":"2023-03-02T11:20:27","date_gmt":"2023-03-02T10:20:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesidisusa.it\/azionecattolica\/?page_id=413"},"modified":"2025-04-19T11:06:39","modified_gmt":"2025-04-19T09:06:39","slug":"emilio-giaccone-un-valsusino-tra-le-braccia-di-dio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diocesidisusa.it\/azionecattolica\/emilio-giaccone-un-valsusino-tra-le-braccia-di-dio\/","title":{"rendered":"Emilio Giaccone: un valsusino tra le braccia di Dio"},"content":{"rendered":"\r\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns: auto 34%\">\r\n<figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"253\" height=\"314\" class=\"wp-image-414 size-full\" src=\"http:\/\/www.diocesidisusa.it\/azionecattolica\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/03\/Emilio.png\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidisusa.it\/azionecattolica\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/Emilio.png 253w, https:\/\/www.diocesidisusa.it\/azionecattolica\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/Emilio-242x300.png 242w\" sizes=\"(max-width: 253px) 100vw, 253px\" \/><\/figure>\r\n<div class=\"wp-block-media-text__content\">\r\n<p>La figura di Emilio Giaccone (Vaie 1902-1972) \u00e8 un esempio virtuoso di cristiano, impegnato in ambito sociale e capace , ovunque venisse chiamato a lavorare, di mettere davanti la preghiera e la relazione umana sincera con l&#8217;altro. Per questo motivo l&#8217;Azione Cattolica diocesana ne ha promosso l&#8217;apertura della Causa di Beatificazione, affinch\u00e9 con il suo esempio possa sempre sollecitare l&#8217;importanza dell&#8217;educazione all&#8217;interno della diocesi.<\/p>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Biografia (a cura di Piero Del Vecchio)<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Emilio Giaccone nasce l\u20198 luglio del 1902 a Vaie. I genitori, Silvino Giaccone e Agostina Girardi, provengono da famiglie contadine e abitano in Via S. Pancrazio, a pochi passi dal Santuario. Completa gli studi elementari, la sesta classe, nell\u2019ottobre del 1914 e non avr\u00e0 pi\u00f9 modo di proseguire la sua formazione scolastica, il pap\u00e0 \u00e8 chiamato in guerra e lui aiuta la mamma nei lavori dei campi. Ci\u00f2 non gli impedir\u00e0 di occupare posti di rilievo nelle strutture amministrative dello Stato e dell\u2019Azione Cattolica nazionale (A.C.) e di esprimere la sua forte sensibilit\u00e0 verso gli aspetti etico-economici dell\u2019azione amministrativa in cui si trover\u00e0 ad operare.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Radici contadine e \u201cmontanare\u201d che, scriver\u00e0 nel suo diario, sono state una fortuna: <em>\u201cOltre ai buoni esempi e le cure dei genitori, ho avuto presto la necessit\u00e0 di lavorare in campagna e in montagna, a contatto della natura e non senza gravi fatiche. Poi, affacciandomi alla giovent\u00f9, un&#8217;altra esperienza preziosa, come operaio di una grande fabbrica, facendo il falegname e il carpentiere nella costruzione e riparazione di vetture ferroviarie commissionate dalla Francia. Quante cose ho potuto osservare e conoscere nel contatto con la natura, attraverso l&#8217;aiuto dato al babbo e alla mamma e poi come operaio e come artigiano! La mia fanciullezza, la mia adolescenza, la mia giovent\u00f9 e la vita dopo hanno una certa somiglianza con la vita di Ges\u00f9 artigiano, operaio e contadino\u201d<\/em>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il 15 maggio del 1919 Emilio Giaccone entra alle Officine Moncenisio di Condove come falegname e vi lavora fino al 10 maggio del 1921 conseguendo anche l\u2019attestato di disegno geometrico rilasciato dalla scuola serale delle Officine Moncenisio il 21 giugno del 1921, l\u2019anno successivo, il 4 settembre, \u00e8 chiamato a svolgere il servizio militare nel corpo degli Alpini, 3\u00b0 Battaglione Susa. Nel tempo libero ha modo di frequentare il Circolo giovanile segusino di A.C. \u201cMario Chiri\u201d e di stabilire un rapporto di profonda amicizia con padre Pietro Briozzo, rettore del Convento Francescano, maturando l\u2019idea \u2013 cos\u00ec confider\u00e0 a Zaccaria Negroni suo pi\u00f9 caro amico e primo biografo \u2013 di intraprendere la vita consacrata secondo una modalit\u00e0<br \/>laicale e nello stile francescano. Giaccone e Negroni si sono conosciuti e frequentati, tra il 1920 e il 1923, probabilmente in occasione di esercizi spirituali o in qualche raduno proposto dall\u2019 A.C. alla giovent\u00f9 piemontese \u2013 non abbiamo documentazione in proposito \u2013 \u00e8 evidente per\u00f2 che mantennero contatti, probabilmente epistolari, quando Negroni, laureatosi in ingegneria a Torino nel dicembre del 1923, torn\u00f2 nella sua citt\u00e0 natale, Marino a 23 km da Roma.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Giaccone si era iscritto all\u2019Azione Cattolica valsusina il 1\u00b0 luglio del 1920, fu tra i fondatori, nello stesso anno, del Circolo giovanile \u00abPierino Delpiano\u00bb di Vaie. Nel Congresso federale della giovent\u00f9 cattolica valsusina del 16 agosto 1921 \u00e8 eletto consigliere, il 5 novembre dell\u2019anno successivo responsabile diocesano per l\u2019assistenza ai militari e dell\u2019azione antiblasfema. Rester\u00e0 nel Consiglio fino alla seduta del 28 ottobre 1925, svoltasi a Vaie, dove si commiata annunciando una \u201cvocazione sacerdotale e un momento di riflessione\u201d. La settimana successiva, il 2 novembre, \u00e8 a Marino nella casa parrocchiale ospite del parroco abate don Gugliemo Grassi, in seguito vescovo di Damiata. \u201c<em>Guidato<\/em> \u2013 scriver\u00e0 nel suo diario \u2013 <em>da una divina chiamata, per unirmi prima a Negroni, poi anche a Ferraris, attratti da un ideale religioso, per consacrarmi con essi al Servizio di Dio<\/em>\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Per sostenersi economicamente, Negroni e Giaccone, attrezzano una piccola e modesta tipografia in un locale prestato dal parroco, attivit\u00e0 che in seguito offrir\u00e0 anche lavoro e formazione ai giovani meno abbienti di Marino: la \u201cScuola tipografica Santa Lucia\u201d. Nel contempo nasce l\u2019associazione laicale maschile religiosa \u201cI Discepoli di Ges\u00f9\u201d guidati da don Grassi (con probabile riconoscimento in sede diocesana nel 1932), ne fanno parte Emilio Giaccone, Clemente Ferraris e Zaccaria Negroni. Ad essi sar\u00e0 affiancato nel 1949 un Istituto religioso laico maschile sotto il nome di \u201cSan Barnaba\u201d: il volto sociale e istituzionale dei Discepoli, strumento legale per adempiere a servizi sociali ed educativi. Sono anni intensi, totalmente dediti all\u2019Azione Cattolica parrocchiale e diocesana, poi a servizio delle diocesi di Rieti e Campobasso, alla propria formazione pastorale e spirituale, alla preghiera.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>I \u201cDiscepoli di Ges\u00f9\u201d sono, scriver\u00e0 Negroni, una \u201c<em>Associazione che non ha opere proprie, i discepoli lavorano e rinunciano a formarsi una famiglia, sono uomini di preghiera distaccati dai beni del mondo e in gioioso abbandono alla Provvidenza, sono disponibili per ogni attivit\u00e0 a cui li chiami la fiducia dei pastori della Chiesa, in particolare nell\u2019A.C.<\/em>\u201d. L\u2019azione di Giaccone, come quella di Negroni e Ferraris, non passa inosservata. \u201c<em>Negli anni 1928-29 mi mandarono a Rieti; nel 29-30 a Campobasso; nel 30-31 di nuovo a Rieti e poi dal settembre 1931 a Roma per una missione che appariva temporanea in Giovent\u00f9 Cattolica, missione che invece si \u00e8 protratta fino ai primi del \u201847 ed \u00e8 continuata in Presidenza Generale dell\u2019Azione Cattolica Italiana fino al febbraio del 1951. Nel frattempo, 30 settembre 1944, la nomina a Commissario dell\u2019Eaoli poi la presidenza dell\u2019Enaoli, aprile 1948 e poi l\u2019incarico all\u2019Ente del fanciullo, febbraio 1950<\/em>\u201d. Scrive Giaccone nel suo diario.<br \/>Tra il 1929 e il 1931 Giaccone ha \u201cinsegnato matematica\u201d nel Seminario minore (11 \u2013 18 anni) di Campobasso e poi di Rieti, l\u2019appellativo di professore nasce \u2013 Giaccone non era laureato \u2013 dal suo ruolo pubblico di educatore e ci\u00f2 trova conferma da una testimonianza raccolta dal nipote di Zaccaria Negroni ed edita nella biografia dal titolo Zaccaria Negroni. L\u2019ingegner sorriso (Marino 2010, p. 46): \u201c<em>I professori \u2013 chiamavamo cos\u00ec i Discepoli cui mons. Grassi aveva affidato l\u2019oratorio, forse perch\u00e9 si prestavano spesso a farci (gratuitamente) da ripetitori \u2013 esercitavano la loro sorveglianza e la loro guida in modo discreto, amichevole, da fratelli maggiori pi\u00f9 che da dirigenti\u2026<\/em>\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>A chiamarlo, nel settembre del 1931, quale tesoriere centrale (dal 1947 nazionale) della Giovent\u00f9 dell\u2019A.C. \u00e8 il presidente generale Angelo Raffaele Jervolino.<br \/>Giaccone si trasferisce nella capitale presso la Casa degli assistenti ecclesiastici dell\u2019A.C. e vi rimarr\u00e0 per il resto della sua vita. Nasce \u2013 e muore \u2013 a Vaie ma abiter\u00e0 per due terzi della sua vita a Roma. In quegli anni Giaccone ha un ruolo amministrativo in ambito editoriale nell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019editrice AVE e del giornale per ragazzi \u201cIl Vittorioso\u201d entrambi emanazione della Giovent\u00f9 di A.C.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2019AVE fu costituita ufficialmente il 7 giugno 1935 (pubblicava tuttavia fin dal 1928 sotto la presidenza Jervolino) da Luigi Gedda, Federico Sargolini e Ferdinando Storchi, scopo dell\u2019Editrice era \u201cpubblicare libri e opuscoli di propaganda cattolica, divulgazione spirituale, teologia e pastorale\u201d e sostenere la formazione religiosa e culturale di adulti, giovani e ragazzi. L\u2019editrice per oltre un ventennio stampa e distribuisce le pubblicazioni ideate e promosse dall\u2019A.C. \u2013 in particolare della Giovent\u00f9 di A.C. e tra queste il \u201cVittorioso\u201d \u2013 per poi assumere progressivamente, a partire dagli anni Sessanta, un ruolo pi\u00f9 autonomo nell\u2019editoria scolastica e religiosa.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Giaccone, che insieme a Gedda, Sargolini e Storchi fa parte della Direzione centrale di A.C., viene eletto in quell\u2019assemblea sindaco effettivo del Consiglio di amministrazione e tre anni dopo vicepresidente, carica che lascer\u00e0 il 31 marzo 1948. Egli fu \u2013 ebbe a dire Gedda \u2013 \u201c<em>il cervello amministrativo dell\u2019AVE<\/em>\u201d.<br \/>\u201cIl Vittorioso\u201d era un giornalino per ragazzi moderno nello stile, accattivante nei disegni e nei racconti, che contribuisce a far superare l\u2019idea \u2013 ben radicata negli ambienti cattolici pi\u00f9 moderati \u2013 che il fumetto sia una lettura nociva, soprattutto all\u2019educazione dei minori. Nella seduta del 28 giugno 1936 del Consiglio superiore della Giovent\u00f9 di A.C. don Francesco Righetti, capo ufficio stampa, d\u00e0 corpo ad un\u2019idea di Gedda e illustra il suo progetto per un settimanale illustrato per ragazzi a larga diffusione ed ebbe subito l\u2019appoggio del Consiglio, composto da Luigi Gedda, Waldo Fusi, Emilio Giaccone e Zaccaria Negroni. La direzione fu affidata a don Righetti, la redazione a Fusi. Giaccone vi collabor\u00f2 per molti anni con qualche articolo, e in particolare, anche in questo caso, come amministratore, senza trascurare di esercitare \u2013 annoter\u00e0 Negroni \u2013 la \u201c<em>sua grande sensibilit\u00e0 di educatore<\/em>\u201d. Va altres\u00ec ricordato che ebbe modo di esercitare le sue qualit\u00e0 di amministratore negli anni Quaranta anche presso il Centro Cattolico Cinematografico, il giornale cattolico di<br \/>Roma \u201cIl Quotidiano\u201d e la Societ\u00e0 Messaggerie Cattoliche.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Fu commissario governativo dell\u2019Ente per l\u2019Assistenza agli Orfani dei Lavoratori Infortunati (Eaoli) \u2013 fondato nel 1941 \u2013 dal settembre del 1944, Roma \u00e8 liberata da appena tre mesi, e poi dell\u2019Ente Nazionale per l\u2019Assistenza degli Orfani dei Lavoratori Italiani (Enaoli) dalla sua fondazione (1948) al 1972. L&#8217;Ente, con sede<br \/>centrale in Roma, venne posto sotto la vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Aveva uffici regionali e provinciali, un presidente, un Consiglio di amministrazione, un Comitato esecutivo ed operava in collaborazione con le sedi locali dell&#8217;Istituto nazionale assistenza infortuni sul lavoro, con l&#8217;Istituto nazionale previdenza sociale e con l&#8217;Istituto nazionale assicurazioni malattia.<br \/>L&#8217;Ente fu soppresso con legge n. 641 del 21 ottobre 1978 in attuazione del Decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 24 luglio 1977 che prevedeva il trasferimento alle regioni di alcune funzioni amministrative dello Stato tra cui quelle attinenti alla beneficenza pubblica. Il patrimonio dell&#8217;Ente fu dunque ripartito tra le Regioni perch\u00e9 fosse attribuito ai Comuni.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Finalit\u00e0 essenziale dell\u2019Enaoli \u00e8 quella di provvedere al mantenimento e alla educazione morale civile e professionale degli orfani dei lavoratori, curarne l\u2019avviamento professionale ed il collocamento. A tale finalit\u00e0 l\u2019Ente provvedeva mediante il ricovero degli assistiti in collegi ed istituti in gestione diretta, oppure da altri enti. Era possibile prestare assistenza in altra forma, in accordo con il Consiglio di amministrazione, ovvero borse di studio, concorso alle spese scolastiche, premi, sussidi, cure climatiche e termali ed altre forme di prestazioni igienico sanitarie. Nel 1947 gli assistiti erano 3.011 collocati in 182 collegi di cui solo 4 a gestione diretta, nel 1950 le strutture convenzionate saranno 272 per 6.803 gli assistiti. Al termine del suo mandato Giaccone era presidente di una struttura complessa ed articolata che offriva assistenza a circa 25.400 orfani, 1.540 dei quali in convitti a gestione diretta, la restante parte in collegi o semiconvitti convenzionati.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Accanto a questa attivit\u00e0 istituzionale si sviluppa negli anni Sessanta del Novecento una competizione denominata \u201cGiochi di primavera\u201d che aveva una fase eliminatoria territoriale ed una nazionale che si svolgeva nel mese di maggio a Roma il cui significato \u00e8 richiamato dallo stesso Giaccone come: \u201c<em>Una specie di olimpiade interna all\u2019Enaoli. I giochi comprendono gare culturali, di rapporto d\u2019ambiente e ginnico-sportive. I Giochi di Primavera vanno considerati come gare di affermazione svolte per gruppo ma con la finalit\u00e0 di aiutare la maturazione dei singoli allievi<\/em>\u201d.<br \/>Impostazione che richiama le competizioni della giovent\u00f9 di Azione Cattolica, in particolare nella presidenza Gedda, ma non solo, e del Centro Sportivo Italiano nato in seno all\u2019Azione Cattolica nel 1944 pi\u00f9 che quelle sportive in ambito Coni che gi\u00e0 a partire dal 1950 promuove lo sport e le competizioni nelle scuole fino alla<br \/>costituzione dei Giochi della Giovent\u00f9 nel 1968.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Accanto all\u2019Enaoli, abbiamo ricordato, il Governo gli affider\u00e0 nel febbraio del 1950 anche la gestione commissariale dell\u2019Ente Nazionale per la Protezione Morale del Fanciullo (Enpmf), sorto nel 1945 per iniziativa dello psichiatra e criminologo Benigno di Tullio che ottiene riconoscimento giuridico nel 1949 divenendo a tutti gli effetti un\u2019istituzione pubblica di assistenza e beneficenza. Anche questa avr\u00e0 ben presto una struttura nazionale con sedi provinciali e un\u2019articolata organizzazione territoriale. Compito dell\u2019Ente \u00e8 quello di: \u201cprovvedere all&#8217;assistenza dei minori che si trovano in stato di pericolo morale e di traviamento e siano esposti ad attivit\u00e0 antisociali in genere\u201d. I due Enti si troveranno spesso, come vedremo, a collaborare<br \/>su iniziative di carattere nazionale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Giunto al termine del suo mandato all\u2019Enaoli, avvenuto nel gennaio del 1972, \u00e8 chiamato, il 30 settembre 1971, ad assumere la Presidenza del Centro Nazionale Economi di Comunit\u00e0 (Cnec) un\u2019organizzazione che realizza importanti servizi di consulenza, promozione e collegamento per le innumerevoli istituzioni che, con formule comunitarie, provvedono alle necessit\u00e0 dei cittadini e della societ\u00e0: collegi, ospedali, scuole, pensionati, colonie estive, studentati, ecc. Breve ma significativa la sua presenza: \u00e8 presidente del \u201cXII Convegno nazionale di studio degli economi cattolici\u201d e della \u201cSettimana delle vita collettiva\u201d (Roma, 15-20 maggio 1972), socio fondatore e presidente del Centro Nazionale Economi di Comunit\u00e0 (14 dicembre 1971) che rinnova e sostituisce il Centro Nazionale Economi Cattolici, socio fondatore (23 febbraio 1972) al cambio di Statuto della Sevicol Srl, societ\u00e0 che \u201ccrea, organizza e promuove eventi e servizi per gli operatori del settore cattolico e comunitario\u201d con cui il Cnec ha collaborato per molti anni.<br \/>Sar\u00e0 sostituito, alla sua morte, da Ivo Pini che cos\u00ec lo ricorda: \u201c<em>In questi impegnativi e delicati incarichi il prof. Giaccone port\u00f2, con la sua particolare sensibilit\u00e0 educativa, l\u2019impronta di uno stile di seriet\u00e0, di semplicit\u00e0, di concretezza, di cura delle cose essenziali, di eccezionale correttezza. Basti dire che egli \u2013 caso che pu\u00f2 ritenersi unico nella storia recente della pubblica amministrazione \u2013 accett\u00f2 l\u2019incarico di Commissario governativo dell\u2019Enaoli prima e dell\u2019Enpmf poi, a condizione di poter prestare la sua opera gratuitamente<\/em> [in effetti aveva solo un modesto vitalizio che gli consentiva una vita dignitosa, vitto e alloggio erano assicurati]. <em>Preoccupandosi sempre degli altri, mai di s\u00e9 stesso, era solito intervenire usando i suoi pur modesti mezzi personali \u2013 con i quali conduceva una vita di grande semplicit\u00e0 e sobriet\u00e0 \u2013 per soccorrere tanti che a lui si rivolgevano e che non avrebbe potuto aiutare con i fondi degli organismi di cui era a capo, senza mai venir meno alla linearit\u00e0 e correttezza anche formale, di cui era esempio a tutti<\/em>\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Uno degli aspetti meno noti dell\u2019attivit\u00e0 professionale e della personalit\u00e0 di Emilio Giaccone \u00e8 l\u2019attenzione all\u2019evolversi delle idee e delle metodologie in ambito educativo e assistenziale, che fanno di lui un protagonista in questo senso nel panorama italiano. Punto di riferimento nazionale di questa sensibilit\u00e0 sono le riviste \u201cRealt\u00e0 educativa\u201d e \u201cRagazzi d\u2019oggi\u201d, la prima nasce nel gennaio 1961, espressione dell\u2019attivit\u00e0 del Centro Pedagogico dell\u2019Enaoli nato due anni prima e nel cui ambito, accanto ad un Istituto medico-psico-pedagogico, operano anche una Scuola di perfezionamento per gli assistenti sociali Enaoli e un\u2019organica attivit\u00e0 di studio e di documentazione delle problematiche educative ed assistenziali in Italia. \u201cRagazzi d\u2019oggi\u201d nasce nel gennaio del 1950 sotto la direzione di Agostino Ghiraldi e dai redattori Ivo Pini, Carlo Traversa e Clara Valente sotto l\u2019egida dell\u2019Enpmf presieduto da Giaccone. Oltre a farsi portavoce delle iniziative dell\u2019Ente, volte a migliorare i sistemi di assistenza psichica e pedagogica dei minori in Italia, \u201cRagazzi d\u2019oggi\u201d era considerato dagli esperti un utile strumento di promozione dei temi legati all\u2019educazione e all\u2019igiene mentale infantile per l\u2019intera popolazione. Tra i pi\u00f9 noti sono da citare lo psicologo Adriano Ossicini e lo psichiatra Carlo De Sanctis che oltre a pubblicare articoli sulla rivista avevano collaborato con l\u2019Enpmf anche per la progettazione dei centri medico psico-pedagogici, strutture create alla fine degli anni Quaranta del Novecento.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Sempre in questo ambito vanno ricordate le Assemblee nazionali sui problemi dell\u2019assistenza pubblica all\u2019infanzia e all\u2019adolescenza svoltesi a Roma negli anni 1951, 1955 e 1958 che ebbero una vasta eco nelle comunit\u00e0 educative e videro l\u2019Enpmf e l\u2019Enaoli tra i protagonisti del coordinamento progettuale e realizzativo.<br \/>Dal 1967 alla sua morte Giaccone sar\u00e0 anche presidente Centro Nazionale della Bont\u00e0 nella Scuola promotore del Concorso nazionale Premio \u201cLivio Tempesta\u201d con l\u2019intento di diffondere ed esaltare nella scuola la cultura dei valori etici e sociali. Nel suo ruolo ha modo di incontrare molte autorit\u00e0, presidenti della Repubblica e Pontefici. Ha l\u2019occasione di aiutare ragazzi e bambini in difficolt\u00e0 e donare tutte le sue risorse materiali, spirituali e affettive. Lui che, per servire la Chiesa, come laico consacrato ha rinunciato a formarsi una famiglia, si ritrova migliaia di figli adottivi che affettuosamente lo chiamano \u201cPap\u00e0 Giaccone\u201d. I giovani sono sempre al primo posto nei suoi pensieri e nelle sue premure, \u00e8 sempre in sintonia con loro attraverso una eccezionale capacit\u00e0 di farsi comprendere e amare.<br \/>Visse nella semplicit\u00e0, mor\u00ec povero nel suo paese natale. Era solito, infatti, trascorrere le vacanze di Pasqua e di Natale tra i detenuti o con i \u201csuoi\u201d bambini, ma nel mese di agosto trascorreva qualche settimana nella casa paterna, con il fratello e i familiari, a Vaie. Qui, il l\u00b0 agosto 1972, fu colpito da una scheggia a seguito di un\u2019esplosione di una mina in montagna. Fu portato subito all\u2019Ospedale di Giaveno e di qui al S. Giovanni di Torino, dove spir\u00f2.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Se la vita di Emilio Giaccone \u00e8 degna di essere proposta come modello al popolo di Dio lo stabilir\u00e0 la Chiesa, resta comunque l\u2019esempio di cristiano laico a cui le giovani generazioni, che si accingono a contribuire all\u2019edificazione di un mondo migliore, possono guardare con fiducia. Per questo motivo l\u2019Azione Cattolica diocesana, nell\u2019autunno del 2010, domanda a mons. Alfonso Badini Confalonieri vescovo di Susa, la possibilit\u00e0 di istituire un gruppo denominato \u201cAmici di pap\u00e0 Giaccone\u201d in seno all\u2019A.C. Il 25 aprile 2011, il Gruppo riceve l\u2019incarico e si mette al lavoro. Due anni dopo, vista la consistenza del materiale raccolto e la fama di santit\u00e0 riscontrata tra la popolazione anziana della Valle di Susa e di molte citt\u00e0 d\u2019Italia, propone all\u2019A.C. di farsi \u201cAttore della causa di beatificazione del servo di Dio Emilio Giaccone\u201d. La domanda \u00e8 presentata al vescovo il 5 novembre 2013; l\u2019anno successivo, il 6 dicembre, questi accetta la nomina del postulatore della Causa: don Giorgio Grietti, cancelliere della diocesi di Pinerolo. Mons. Vescovo, infine, istituisce una commissione teologica e una commissione storica che nell\u2019estate del 2015 prestano il prescritto giuramento. Infine, il 18 settembre del 2021, ottenuto il parere positivo della Commissione episcopale piemontese e il nulla osta all\u2019avvio del processo da parte della Congregazione delle Cause dei Santi si \u00e8 aperto presso la cattedrale di S. Giusto di Susa il processo diocesano.<br \/>In questi anni sono state raccolte oltre settanta testimonianze sulla sua vita e sull\u2019esercizio delle virt\u00f9 cristiane, un buon numero di articoli e relazioni sui diversi aspetti della sua attivit\u00e0 in particolare in ambito educativo e buona parte dei suoi diari spirituali, circa duemila pagine dense di riflessioni, propositi e preghiera.<br \/>Testimoniano una lettura costante delle Sacre Scritture e testi di spiritualit\u00e0, una frequenza giornaliera alla S. Messa e alla recita del Rosario, corroborati da corsi ed esercizi spirituali e la guida di un sacerdote che con regolarit\u00e0 ne raccoglieva l\u2019anelito spirituale e le preoccupazioni.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00c8 presto per dire se avr\u00e0 un giudizio positivo da parte del Tribunale diocesano, ovvero che Giaccone abbia esercitato le virt\u00f9 cristiane al grado eroico. I lavori della Commissione teologica sono conclusi, quelli della Commissione storica sono a buon punto, il Tribunale sta ascoltando i testimoni e si pu\u00f2 immaginare che non occorrano molti anni prima della chiusura della fase diocesana.<br \/>Conclusa questa prima fase il materiale raccolto andr\u00e0 alla Congregazione delle Cause dei Santi, sar\u00e0 predisposta una <em>Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis<\/em> e avviata la fase romana del Processo, superata la quale il Prefetto della Congregazione presenter\u00e0 tutto l\u2019iter del processo al Santo Padre che conceder\u00e0 la sua approvazione ed autorizzer\u00e0 la Congregazione a redigere il decreto relativo.<br \/>Seguiranno la lettura pubblica e la promulgazione del decreto. Se il parere sar\u00e0 positivo Emilio Giaccone potr\u00e0 essere pregato e a lui potranno essere domandate intercessioni in quanto Venerabile della Chiesa.<br \/>La Chiesa poi chiede a Dio di confermare con un segno la santit\u00e0 della persona di cui ha riconosciuto il grado eroico delle virt\u00f9. Quando anche il miracolo c\u2019\u00e8 ed \u00e8 riconosciuto dalla Chiesa, allora si procede alla beatificazione. Per giungere a proclamare santo un beato, la Chiesa attende un nuovo miracolo. E allora di procede alla canonizzazione, e cio\u00e8 a dichiaralo santo.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figura di Emilio Giaccone (Vaie 1902-1972) \u00e8 un esempio virtuoso di cristiano, impegnato in ambito sociale e capace , ovunque venisse chiamato a lavorare, di mettere davanti la preghiera e la relazione umana sincera con l&#8217;altro. 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