SUSA. Rogazionaggio per le vocazioni sui passi del beato Lataste

sabato 11 Aprile

È in programma sabato 11 aprile 2026 un nuovo rogazionaggio da Susa a Mompantero per chiedere il dono di nuove vocazioni. Come sempre, il ritrovo sarà alle 8 presso la Cattedrale di Susa e dall’urna che contiene le reliquie del Beato Rosaz si partirà per raggiungere il Santuario diocesano della Madonna del Rocciamelone a Mompantero dove si conclude con l’adorazione eucaristica comunitaria.

La figura sulla quale si mediterà sarà quella del beato Alcide Vital Lataste. Nacque il 5 settembre 1837 a Cadillac, nella diocesi di Bordeaux in Francia. Da laico si impegnò molto nell’attività delle Conferenze di San Vincenzo de’Paoli.

Lavorava come funzionario delle imposte e trovò nella Società di San Vincenzo il modo di servire Cristo Gesù nei fratelli più poveri. Attratto dall’amore all’Eucarestia, appena i suoi impegni glielo permettevano, passava il suo tempo in adorazione a Gesù Sacramentato. Da questa preghiera silenziosa trasse la forza, nel 1857, per prendere la decisione di entrare nell’Ordine dei Predicatori a Flavigny-sur-Ozerai; emise la professione nel convento di Tolosa il 10 maggio 1859 e fu ordinato presbitero l’8 febbraio 1863 a Marsiglia.

Nella prigione di Cadillac, Jean Joseph Lataste frate dell’Ordine dei predicatori di San Domenico era stato inviato a predicare a quattrocento donne che scontavano nel silenzio totale e nel lavoro forzato la loro condanna.

In quel luogo di suicidi e desolazioni la predicazione di padre Lataste introduce un elemento nuovo: la speranza. Le chiama: ‘Carissime sorelle’ e le loro teste si rialzano come fiori dopo il temporale Era il 15 settembre del 1864. Alle 4,30 del mattino Padre Lataste entra in quel luogo di disperazione con un “peso” sul cuore: ‘Sono entrato con un gran stringimento di cuore pensando che sarebbe stato tutto inutile”. Loro, donne da poco, “sorelle” di un “sacerdote di Cristo”? Possibile? Sì, possibile, perché nel cuore di Dio non esiste nessuna differenza tra padre Lataste, che è prete, e loro, donne che la società disprezza ed emargina: Dio ama entrambi di un amore unico, particolare. Il suo amore ha redento e perdonato entrambi. Di questo amore padre Lataste parlerà loro nel breve spazio di quei quattro giorni di ritiro.

Centro e cuore della predicazione di padre Lataste è la misericordia di Dio, l’amore che può far cambiare una vita. Maria Maddalena, Pietro l’apostolo che ha tradito, Sant’Agostino, sono gli amici che lui presenta loro, come testimonianza di questa metamorfosi. L’eucarestia, dalla quale, per le leggi dell’epoca erano escluse, sarà per loro l’appuntamento a cui padre Lataste le invita a non mancare, sarà il segno della loro innocenza ritrovata. La grazia di Dio fa breccia nei cuori. È il tempo della speranza. Ci sarà per noi posto dentro la casa di Dio? Potremmo anche noi seguire con la stessa passione e lo stesso amore di Maddalena quel Gesù che ha scaldato i nostri cuori? Padre Lataste non si sottrae a questo soffio della Grazia e davanti al Santissimo, nel 1864, ha un’idea: se ci fosse una comunità dove donne ferite dalla vita e altre meno ferite dalla vita possano vivere insieme senza che il passato personale sia conosciuto dentro e fuori la comunità?

Il passato di ciascuna non sarà ostacolo ad un dono totale di sé a quel Signore che le ha tutte salvate e amate. Ha una convinzione profonda che non lo abbandonerà mai: quell’intuizione era opera di Dio. Con madre Enrica Domenica dà vita nell’agosto 1866 alla prima comunità delle Domenicane di Betania.

Incentrò la sua vita consacrata sull’Eucarestia donandosi totalmente a Dio e agli altri con profonda umiltà e ardente carità.

Questa centralità eucaristica appare già nel giovane funzionario delle imposte, che trovava nell’adorazione notturna dell’Eucaristia la forza e lo slancio per offrire la propria vita per la salvezza degli altri e per il servizio dei bisognosi. Proprio la sua scoperta della chiamata di Dio ad aprire le porte della vita religiosa alle donne incarcerate e riabilitate, va intimamente legata all’incontro con Cristo nell’Eucarestia nel carcere dove stava predicando.

L’eroicità della sua fede obbediente e della sua prudenza soprannaturale risalta nell’obbedienza ai suoi superiori, che inizialmente videro con difficoltà la possibilità di unire in un’unica comunità religiosa vergini consacrate e donne provenienti dal carcere. Tuttavia la sua profonda umiltà convinse anche i più scettici della bontà di un progetto assolutamente innovativo per la sua epoca. Superate molte difficoltà, vivendo sempre in totale povertà, portò a compimento l’opera iniziata asserendo che questa non era una sua opera, bensì del Signore.

Spesso ammalato, fu sostenuto da una preghiera ardente, centrata sempre sull’amore all’Eucarestia. Si spense in odore di santità a Frasne- le-Château il 10 marzo 1869. Morirà prima dello scadere del tempo che il suo Provinciale gli accordò per occuparsi della fondazione delle Domenicane. Il seme era ormai stato gettato, gli aveva dato vita. È stato beatificato da Benedetto XVI nel 2012.

Oggi le domenicane di Betania sono presenti in Italia, Francia, Svizzera, Belgio. In America in un grande carcere alcuni detenuti hanno dato vita ad una fraternità laica domenicana che vive il carisma e la spiritualità di p. Lataste.

Fonte: «La Valsusa» del 9 aprile 2026

11/04/2026 08:00
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