Il Santuario Madonna del Rocciamelone a Mompantero ospiterà, sabato 31 maggio 2025, un evento speciale per concludere il Mese mariano. La serata si aprirà alle 20:45 con la preghiera del Rosario, seguita da una lectio divina sulla Festa della Visitazione, guidata da don Domenico Machetta, figura chiave nella musica liturgica contemporanea.
CENNI BIOGRAFICI
Nato a Nole nel 1936, don Machetta celebra quest’anno 60 anni di sacerdozio, un percorso iniziato nel periodo di riforma liturgica post-Concilio Vaticano II. Ordinato in latino, ha celebrato la sua prima Messa in italiano nella stessa domenica in cui Papa Paolo VI officiava la prima liturgia nella lingua nazionale. Il suo talento musicale, riconosciuto dai superiori salesiani, lo ha portato al Conservatorio di Genova, dove si è diplomato in organo. Negli anni ‘60 ha collaborato con Marcello Giombini, pioniere delle Messe Beat, componendo brani celebri come Resta con noi Signore la sera e Grazie Signore. Tuttavia, il crescente entusiasmo per la musica ritmica generò critiche, spingendolo a una riflessione più profonda sulla funzione della musica liturgica.
Negli anni ’70 ha perfezionato il suo stile, rendendo la musica un linguaggio pienamente integrato nella liturgia. Nel 1979, la pubblicazione di Salmi e Cantici Spirituali ha sancito la sua consacrazione, con i suoi canti adottati nei repertori nazionali e ritenuti modelli di semplicità ed efficacia. Il francescano Emidio Papinutti, allora organista della Basilica Vaticana, gli dedicò un editoriale dal titolo Il chitarrista pentito, segno della sua crescente autorevolezza nel panorama musicale sacro.
Nei primi anni ’80 ha fondato la Fraternità di Nazareth, una comunità religiosa dedita all’evangelizzazione e alla preghiera, con sede a Bairo. Pur essendo uno dei compositori più eseguiti nelle chiese italiane, ha sempre vissuto lontano dai riflettori, componendo esclusivamente per esigenze liturgiche.
Nel 2024, nonostante l’età avanzata e un delicato intervento chirurgico, ha musicato l’Antifona Alma Dei Mater, scritta da Papa Leone XIII nel 1899.
