Scuole Paritarie, l’appello e la solidarietà dei Vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta

Di fronte alle incertezze che si profilano per le scuole paritarie in Italia, la Conferenza Episcopale Piemontese ha rilanciato la nota della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, affinché si attuino forme concrete di sostegno al lavoro educativo delle scuole paritarie, garanzia della libertà educativa delle famiglie e che svolgono un’opera eccellente per bambini e ragazzi. Pubblichiamo integralmente le due note, scaricabili in pdf a fondo pagina.

NOTA DELLA CONFERENZA EPISCOPALE PIEMONTESE

Scuole Paritarie

Nei giorni scorsi la Presidenza della CEI ha inviato un comunicato in cui manifesta a livello nazionale la preoccupazione che il governo non lasci senza aiuti adeguati le tantissime scuole paritarie che in tutto il paese svolgono un lavoro eccellente, con passione e spesso con sacrifici
aggiuntivi da parte di chi vi lavora, per offrire qualità dell’offerta formativa, dell’ambiente educativo e del clima scolastico.

Anche nelle nostre Diocesi piemontesi sono migliaia i bambini, i ragazzi e gli adolescenti che frequentano questi istituti, con alle spalle famiglie che hanno fatto una scelta educativa ben precisa, e che ora rischiano di non poter riprendere il prossimo anno scolastico per mancanza di adeguato sostegno da parte del Decreto Rilancio.

A livello nazionale vogliamo far sentire una voce autorevole, e a livello locale vorremmo vi raggiungesse la nostra voce di pastori, vicini al proprio gregge, in questo momento di difficoltà e di lotta, di una battaglia per la presenza e per la libertà educativa.

Torino, 19 maggio 2020

+ Cesare Nosiglia, Presidente C.E.P.

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Dalla Presidenza C.E.I. appello e solidarietà per le Paritarie

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana torna a rilanciare la forte preoccupazione espressa in queste settimane da genitori, alunni e docenti delle scuole paritarie, a fronte di una situazione economica che ne sta ponendo a rischio la stessa sopravvivenza.

Le paritarie svolgono un servizio pubblico, caratterizzato da un progetto educativo e da un programma formativo perseguiti con dedizione e professionalità.

Le forme di sostegno poste in essere dal Decreto Rilancio – in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza, a seguito delle misure adottate per contrastare la pandemia – ammontano a 65 milioni per le istituzioni scolastiche dell’infanzia e a 40 milioni per le scuole primarie e secondarie, a fronte di un miliardo e mezzo destinato alla scuola tutta.

Si tratta di un passo dal valore innanzitutto culturale, rispetto al quale si chiede al Governo e al Parlamento di impegnarsi ulteriormente per assicurare a tutte le famiglie la possibilità di una libera scelta educativa, esigenza essenziale in un quadro democratico.

Tra l’altro, le scuole paritarie permettono al bilancio dello Stato un risparmio annuale di circa 7.000 euro ad alunno: indebolirle significherebbe dover affrontare come collettività un aggravio di diversi miliardi di euro.

Come Presidenza della CEI chiediamo con forza che non si continuino a fare sperequazioni di trattamento, riconoscendo il valore costituito dalla rete delle paritarie. A nostra volta, stiamo verificando la possibilità di contribuire a sostenere alcune migliaia di studenti della scuola paritaria secondaria di I e II grado: un aiuto straordinario alle famiglie più in difficoltà, da imputarsi al bilancio CEI del 2020. Si tratterebbe di circa 20mila borse di studio, che agevolino l’iscrizione al prossimo anno scolastico, a tutela – per quanto possibile – di un patrimonio educativo e culturale unico.
Uniamo le forze, già in vista dell’imminente passaggio parlamentare, per non far venir meno un’esperienza che trova cittadinanza in ogni Paese europeo, mentre in Italia sconta ancora pregiudizi che non hanno alcuna ragion d’essere.

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